La Puglia sul podio tra le quattro regioni con maggior numero di inattivi registrati

Hanno tra i 25 e i 34 anni, sono in prevalenza donne e vivono nel Mezzogiorno: è la descrizione dei neet (acronimo di not in education, employment or training, ovvero non occupato né inserito in un percorso di istruzione o di formazione), i giovani italiani alla ricerca di primo impiego che sono stati fotografati dal rapporto presentato a Roma da ActionAid e Cgil «Neet tra disuguaglianze e divari. Alla ricerca di nuove politiche pubbliche».

Per lo studio la fetta più consistente dei neet è composta da donne che rappresentano il 56 per cento del campione, il rapporto riscontra che il dato tende a rimanere invariato negli anni dimostrando che per il gentil sesso è più difficile evadere da questa condizione. Il dato mostra uno sbilanciamento di genere anche quando vengono analizzati i ruoli nei nuclei familiari: infatti il 26 per cento del campione è genitore e tra questi c’è un 23 per cento di madri neet rispetto ad un 3 per cento di padri neet.

La fascia più significativa di coloro che tendono ad essere inattivi sono soprattutto i diplomati che rappresentano il 32 per cento della tendenza, di questi il 36,3 per cento è in cerca di un lavoro da più di un anno, più della metà degli intervistati ha avuto precedenti esperienze lavorative e le donne rappresentano il 54,3 per cento del campione.

Un’ulteriore disuguaglianza riguarda il tema della cittadinanza e delle migrazioni. I giovani di origine straniera o senza cittadinanza italiana sono in numero inferiore rispetto agli italiani (il 18 per cento del totale), ma anche tra questi c’è una maggioranza di donne che rappresentano il 57 per cento.

L’incidenza delle informazioni che emergono da questo rapporto mette l’Italia agli ultimi posti della graduatoria europea trasformandola nel Paese con la media più alta di giovani neet: il dato era infatti nel 2020 superiore a 3 milioni, numero ad oggi rimasto grossomodo inalterato.

Il rapporto conferisce una seconda maglia nera al Sud dove i neet rappresentano il 39 per cento dei ragazzi rispetto al 23 per cento del Centro, al 20 per cento del Nord-Ovest e al 18 per cento del Nord-Est italiano, le regioni ai primi posti della classifica sono con quote molto alte di ragazzi inattivi sono la Sicilia con il 40,1 per cento di neet seguita dalla Calabria (39,9 per cento) e Campania (38,1 per cento).

La Puglia viene segnalata da questo studio come una delle quattro regioni dove sono registrati il maggior numero di giovani inattivi dopo Lombardia, Sicilia e Campania, inoltre spicca per il 3 per cento dei giovani inattivi presenti su scala nazionale che hanno già avuto precedenti esperienze di lavoro, in tutto il Mezzogiorno la stima si aggira attorno al 39 per cento ed è pari al 13 per cento in Sicilia, il 7 per cento in Sardegna, il 6 per cento in Campania.

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