Insorgono le associazioni di consumatori: «Il calo dell’Istat è solo una illusione»

Spesa più cara per le famiglie. Salgono i prezzi di frutta, verdura, ortaggi e beni di prima necessità. Le associazioni dei consumatori insorgono: «La frenata dell’inflazione registrata a marzo dall’Istat è purtroppo una illusione ottica dovuta al ribasso delle bollette di luce e gas, mentre i beni più acquistati dalle famiglie, dagli alimentari al carrello della spesa, continuano a crescere a ritmi vertiginosi».

Dati alla mano l’inflazione è cresciuta a marzo del 7,6 per cento, ovvero la spesa annua è di 2.223 euro in più in un anno a famiglia (con un nucleo di due figli). Bari riesce a tenere rispetto ad altri capoluoghi italiani, posizionandosi a metà della classifica delle città dove l’inflazione cresce di più a marzo e quindi rispetto alle relative ricadute di spesa sulle famiglie in base ai consumi medi dei cittadini residenti. Con un aumento dell’inflazione del 7,5%, nel capoluogo pugliese i baresi si troveranno ad affrontare una maggiore spesa di 1.301 euro anni, rispetto alla media nazionale di 2.879 euro.

A nord d’Italia gli aumenti sono ancora più alti (a Genova è la città dove l’inflazione cresce di più a marzo, con un tasso del 9,8%). 

Insomma il ribasso dell’inflazione è dovuto ancora una volta unicamente alla discesa delle tariffe di luce e gas sul mercato tutelato e su quello libero, ma per tutti gli altri prodotti siamo ancora in presenza di una emergenza prezzi, con il carrello della spesa che sale del 12,6% su anno.

Prima del periodo pasquale il presidente di Codacons, Carlo Rienzi aveva infatti affermato: «Il settore alimentare registra rincari medi del 13,2% che equivalgono ad una maggiore spesa pari a +1.015 euro annui per una famiglia con due figli. Chi si metterà in viaggio dovrà invece fare i conti con aumenti medi del 6,3% per i servizi relativi ai trasporti», conclude il presidente Carlo Rienzi.

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