Il Forum delle associazioni contrario: «Aumentate i servizi per dare assistenza»

Fine vita, se ne riparla in Consiglio regionale. A riportare il tema in aula è la mozione del consigliere regionale di Azione, Fabiano Amati, nota come Disegno di legge sul fine vita. Il Forum delle associazioni familiari, ancora una volta, chiede che venga valorizzato il diritto alla vita, citando in una nota stampa l’articolo 2 della Carta dei diritti dell’Unione europea. «Ogni persona ha diritto alla vita. Nessuno può essere condannato alla pena di morte, né giustiziato».

In realtà in Puglia, secondo il Forum sono tantissimi i malati cronici che chiedono maggiore assistenza, perché non garantire più servizi, perché non dare ancora più forza e aiuto alla figura del caregiver, come d’altronde ormai accade in Europa? Ecco questi sono i punti fondamentali secondo cui, a parere del Forum delle associazioni bisognerebbe far ben altro. Nella nota inviata ai mass media e ai giornali, anche in previsione di ciò che oggi discuterà il Consiglio regionale si legge: «Secondo una recente indagine realizzata da Fadoi (Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti) in Puglia un anziano su due è ricoverato in ospedale per più di cinque giorni oltre il dovuto, ciò costa alla Regione 83 milioni di euro in più che potrebbero essere reinvestiti in progetti alla persona».

«Si stima secondo fonti Istat che in Puglia i presidi residenziali socioassistenziali attivi nel 2016 erano seicento, pari al 4,8 per cento del dato nazionale – continua il Forum nel comunicato -. L’offerta regionale, misurata rispetto alla popolazione residente, è inferiore a quella nazionale con 1,5 presidi ogni 10 mila abitanti ed è notevolmente più bassa la disponibilità di posti letto pari a 37 unità per 10 mila residenti in Puglia contro le oltre 68 unità per 10 mila residenti in Italia. Il Forum domanda infine che venga scongiurata la deriva di pensiero che privilegia la cultura dello scarto di quanti si ritiene non possano essere curati, realizzare queste riforme richiede da parte di chi è al Governo l’immissione di ingenti investimenti a favore della Salute e del Welfare regionale. La Puglia ha fatto consistenti passi in avanti per ampliare la rete dei servizi alla persona, la strada da fare per raggiungere le necessità di tutti e includere a un numero più vasto di utenze le cure alla persona resta ancora ampia e praticabile».

In realtà per i malati gravissimi e cronici in Puglia esiste l’assegno di cura che tenta in qualche modo di arginare le mancanze e dare sollievo dove i servizi sono mancanti. Ma andrebbe per molti versi rimodulato e reso una certezza almeno nei casi più gravi. Al momento la Regione attende le direttive del governo per il nuovo bando.

La presidente del Forum, Ludovica Carli ha infine affermato: «Le associazioni familiari della Puglia si augurano che il nostro appello venga ascoltato dai consiglieri della Regione e si mantenga in futuro su queste tematiche un dialogo costruttivo ed aperto al confronto nell’ottica di dare sempre più spazio alle esigenze dei malati cronici e di chi non riceve sufficiente assistenza».

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