Le testimonianze a Pugliaforfamily: «Sono gli anziani che reggono le famiglie»

«I miei genitori sono il pilastro della mia nuova famiglia, senza di loro non potrei andare a lavoro, non posso permettermi una tata e nella mia città non ci sono servizi per i più piccoli. Grazie nonni», a parlare è Anna Maria F., vive a Bitritto, a poca distanza da Bari, lavora come sarta in un salottificio di Altamura, ha 3 figli e un solo stipendio arriva a casa alle 20, quando la luce del giorno è già finita. I suoi genitori portano i nipoti a scuola, in palestra, li aiutano nei compiti.

«Sono una delle cose più belle della vita di famiglia, della nostra vita umana di famiglia», aggiunge Anna Maria F. che ringrazia i suoi genitori, ricordando le parole di Papa Francesco che nel 2014 in piazza San Pietro ricordò la festa, istituita nel 2005, proprio con queste parole. La Chiesa cattolica li festeggia nel giorno degli angeli custodi e, in molte scuole (specie come quelle cattoliche), ci sono state merende condivise, poesie, attività fatte insieme agli anziani.

«Grazie alla pensione dei miei genitori siamo avanti nei momenti di difficoltà. E lo faremo anche ora in questo periodo di crisi, con le bollette che aumentano di mese in mese, pur avendo minimi consumi», scrive a Puglia for family Antonio M., papà di due bimbi, precario sul lavoro, abitante di Japigia, un quartiere di Bari.

Per la festa dei nonni, giorno di gioia e di gratitudine ci sono due elementi che saltano agli occhi: sono ancora loro i pilastri di una società che non solo è sempre più vecchia, ma che si barcamena tra precariato e pochi servizi alla famiglia. Queste due testimonianze sono uguali e identiche a migliaia di altre. E questo dovrebbe indurre a riflessioni.

«Mia figlia ha chiamato mamma mia madre fino ai 5 anni, perché era lei ad accudirla e ad essere presente, nei momenti più importanti. Io amo il mio lavoro, ma non sempre ho potuto conciliare attività e famiglia. Per andare ad un asilo nido avrei dovuto svegliarla all’alba, perché è a chilometri di distanza da casa mia e ad ancor più chilometri dal mio lavoro», conclude Anna Maria F. Come lei tante altre donne che tornano ad essere abbracciate dai loro genitori per poter andare avanti.   

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