Bufera di polemiche cade sulla Puglia. Barone: «L’obiettivo della misura è garantire un’adeguata assistenza»

Congelati i nuovi stanziamenti a favore delle gravidanze difficili. È stato infatti sospeso il provvedimento proposto dal Forum delle Famiglie di Puglia e portato avanti dall’ assessorato al Welfare della Regione per i sussidi a favore donne incinte ed economicamente fragili a causa delle polemiche che si sono sollevate a pochi giorni dall’uscita della delibera, il presidente Michele Emiliano che non era presente al momento della votazione del decreto ne ha disposto lo stop e la probabile realizzazione di un contributo economico per le prime necessità del nascituro oltre che il finanziamento di un sussidio di dodici mesi per la mamma.

L’assessore al Welfare del M5s Rosa Barone, finita nell’occhio del ciclone a causa della delibera, dopo la sospensione dell’emendamento ha invitato al dialogo e al confronto le varie realtà al fine di comprendere meglio la natura del provvedimento: «Nessuno può mettere in dubbio l’orientamento della Regione Puglia e dell’assessorato al Welfare da sempre in prima linea per il diritto delle donne all’autodeterminazione, – ha dichiarato Barone -. L’obiettivo della misura è garantire un’adeguata assistenza alla gravidanza e al post partum».

Sono stati numerosi i pareri contrari che si sono sollevati contro il provvedimento; ieri mattina ha twittato a riguardo anche Laura Boldrini, deputata Pd: «Il contributo economico legato alla rinuncia all’aborto è un ricatto inaccettabile. Bene aver ritirato la delibera sperimentale della Puglia che lo avrebbe previsto. I diritti delle donne non sono in vendita», ha affermato la parlamentare.

Le ha fatto eco l’onorevole Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi Sinistra: «Non è ragionevole offrire alle donne di reddito basso 5mila euro per rinunciare all’aborto. Per il semplice motivo che questo porterebbe tutte le donne in gravidanza con un reddito sotto la soglia a chiedere l’erogazione monetaria a prescindere dalla reale volontà di interrompere la gravidanza».

Del tutto opposto il parere del vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Salvini: «Sostenere le donne che decidono di non abortire e quindi aiutare la vita di bambine e bambini è cosa buona e giusta. Come fa la sinistra a fare polemica anche su questo? Che la Regione Puglia di Emiliano non si arrenda e prosegua su questa strada di inclusione, sostegno e generosità. Evviva la vita!».

«Bisogna aprire un confronto serio su un tema importante come quello dell’aborto, si i tratta – sostengono i consiglieri regionali della Lega De Blasi, Conserva, Romito, Splendido – di un’iniziativa che va nella direzione giusta, quella che prevede di aiutare le donne, non si tratta certo di un mero pagamento per convincerle a non abortire».

I tre consiglieri ricollegandosi all’episodio di Enea della clinica Mangiagalli hanno poi sollecitato Emiliano a non cedere alla tentazione del politicamente corretto: «Chiederemo anzi che la soglia prevista dall’assessore Barone sia aumentata – hanno concluso – le istituzioni hanno il dovere di stare accanto alle donne più fragili».

Anche la voce dei vescovi non ha tardato a farsi sentire sull’argomento, l’arcivescovo metropolita di Lecce Michele Seccia ha infatti affermato dalle pagine dei quotidiani: «Ci auguriamo che la Giunta regionale torni presto sui suoi passi, sia pure modificando il testo del provvedimento, a garanzia del dono della maternità. Non dimentichiamo che la Puglia è tra le regioni italiane con un tasso di interruzione volontaria di gravidanza più alto della media nazionale».

«Non metto in dubbio – ha concluso Seccia – che la forma del ‘risarcimento economico’ in cambio di una gravidanza portata a termine, possa essere equivocata. È opportuno che la Giunta regionale approfittando di questa pausa di riflessione continui a mettere in atto ogni sforzo e ogni azione che possibilmente non si presti ad ambigue interpretazioni, affinché si ponga un deciso freno al triste fenomeno della denatalità che è causa del terribile calo demografico cui stiamo assistendo».

Condividi Articolo